SCHERZO IN RIMA
A MAURIZIO ANTONIAZZI
C’è un uomo che per le verdi campagne della Bassa,
ogni giorno con la sua vecchia bicicletta passa;
il suo emblema è il piumato e inconfondibile cappello
ed è seguito da un nutrito , di soci e simpatizzanti drappello.
Raccoglie semi, fiori, germogli in ogni stagione,
in ginocchio, quasi con religiosa devozione.
L’amore per le piante ha radici nel passato
e dai suoi vecchi racconta d’averlo ereditato.
Coltiva da sempre questo nobile sentimento,
senza ricavarne alcun economico giovamento.
Vuole solo invogliare le nuove generazioni
ad entrare in un mondo denso di soddisfazioni.
E’ dunque degno di stima, gratitudine e affetto,
perché paladino della sua terra in ogni aspetto.
Merita questo scherzo in rima Maurizio Antoniazzi,
che fa sgambettare amici e consorte come pazzi.
Ha contagiato tutti con la su forte passione,
che non sarà più un hobby, quando andrà in pensione.
Non è riuscito i suoi figli, grazie a Dio, a plagiare,
loro il suo mal delle erbe hanno saputo evitare:
uno è cuoco e tra pentole e fornelli si destreggia,
l’altro è elettricista e con fili e lampade festeggia,
per non avere del padre quei geni ereditato
e non dover correre per gli argini a perdifiato.
Tale sollievo non è condiviso da Tiziana
che sovente deve ricorrere alla valeriana,
per placare la sua rabbia e dell’anima i tormenti,
a causa dei frequenti del marito tradimenti.
Lui si difende:”L’ho tradita, ma con la natura;
la mia amante prediletta è infatti la verzura”.
Ama la compagnia della timida verbena,
di margherite e cardi e del vento la cantilena.
Dalle erbe ricava tinture, decotti e tisane,
maneggiando caraffe, alambicchi e altre cose strane.
Loda delle piante il potere equilibratore
e mostra orgoglioso il diploma di raccoglitore:
il Comune riconoscente gliel’ha rilasciato
perché sulla tutela dell’ambiente ha puntato.
Maurizio non disdegna neppure il mondo animale
e amorevoli cure presta a ogni essere con l’ale.
Va in soccorso di quelli dalla sorte bistrattati,
come i ricci, lungo i cigli stradali raccattati.
Per questo qualche legnaghese lo guarda in cagnesco,
ma lui lo ammansisce con fare e sorriso furbesco.
Eh, sì, il caro Antoniazzi è proprio una brava persona,
ma a quanti maltrattano la natura non perdona.
Un peccatuccio, è vero, non gli manca: è un po’ narciso
e tende ad ergere il capo, come il bel fiordaliso.
L’indole gioviale ha attirato molte persone,
che sono diventate socie della sua associazione.
“la Verbena” ha denominato la sua creatura,
nata dal sogno di salvaguardare la natura.
Al mitico cultore di erbe della Bassa pianura veronese, da uno dei tanti estimatori
DOTT. Luca Passuello
Legnago, 12/10/09
Paragraph.
Il nostro socio Giuseppe, appassionato di piante grasse, ci manda queste bellissime foto dei suoi esemplari!
pozza.giuseppe@libero.it tel.: 340/3136880
Associazione La Verbena dell'Adige - Via Verona, 86 - 37045 Legnago (VR)










